Comune di Bitonto

Sicurezza nelle campagne: Commissario Oliva convoca riunione pubblica il 22 ottobre

Il Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Bitonto, dott. Giorgio Oliva, ha convocato alle ore 18 di mercoledì 22 ottobre, nella sede del Comando della Polizia locale (via Dossetti, 2), una riunione pubblica dell’Osservatorio per i reati nel settore agricolo ed agroalimentare.
Tra i soggetti convocati figurano il Comune di Bitonto, i Comandi della Compagnia dei Carabinieri di Molfetta, della Polizia locale di Bitonto, della Guardia di Finanza di Bitonto, del Corpo Forestale dello Stato di Bari, della Polizia provinciale di Bari, i rappresentanti territoriali di Confagricoltura, Flai Cgil, Fai Cisl, Ugl, Uila Uil, Cia, Coldiretti, il Consorzio “La Vigile Rurale” di Bitonto, i Consorzi Custodia campi di Bitonto, Terlizzi e Ruvo, e l’Associazione Antiracket Puglia F.A.I.
L’Osservatorio regionale per i reati nel settore agricolo ed agroalimentare (ORSA), operante anche nelle sue configurazioni provinciali, è lo strumento principale previsto dal “Protocollo d’intesa in materia di sicurezza agricola e agroalimentare”, sottoscritto a giugno 2011 dai Prefetti delle 6 province pugliesi, dai rappresentanti regionali di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri, e dalla Federazione dei Consorzi di vigilanza campestre con l’adesione della Regione Puglia, per rendere sistematica una larga rete di collaborazione interistituzionale nelle attività di contrasto della criminalità e di vigilanza e controllo del territorio rurale.
All’intesa hanno poi aderito numerosi comuni pugliesi, tra i quali quello di Bitonto.
“È importante – sottolinea l’assessore all’agricoltura, Domenico Incantalupo - che all’incontro pubblico partecipino numerosi i singoli produttori agricoli, dalle cui testimonianze dirette potranno emergere utili elementi di analisi per l’Osservatorio. Per fronteggiare i reati in questo settore vitale per l’economia del nostro territorio, infatti, è fondamentale il contributo di tutte le componenti coinvolte, a cominciare proprio dai diretti interessati, che devono evitare il rischio di rimanere soli e indifesi, denunciando e collaborando con le Forze dell’ordine”.