Descrizione
Ultimi due appuntamenti con “I germogli del lutto”, il programma ideato da Comune di Bitonto e Fondazione “Opera Santi Medici Cosma e Damiano – Onlus” e dedicato al dibattito sui principali aspetti culturali, sociali e sanitari relativi alla morte e al fine vita, per offrire sostegno a quanti vivono la difficoltà di affrontare ed elaborare un lutto.
Sabato 23 marzo 2024 (dalle 8 alle 14.30, nella Sala Polifunzionale Santi Medici) è in programma il convegno “Dal lutto alla speranza”, che prevede anche l’attribuzione di crediti formativi a medici chirurghi specialisti, psicologi, psichiatri, infermieri, assistenti sanitari e assistenti sociali.
L’evento sarà aperto dai saluti istituzionali di don Gaetano Coviello (presidente della Fondazione "Opera Santi Medici Cosmo e Damiano - Onlus"), Francesco Paolo Ricci (Sindaco di Bitonto), Filomena Matera (presidente dell’Ordine Assistenti Sociali di Puglia), Rossella Squicciarini (direttrice del Distretto sociosanitario n. 3 Bitonto-Palo del Colle dell’Asl Bari), Felice Spaccavento (medico specialista, referente per le cure palliative dell’Asl Bari) e Giovanni Vacca (direttore generale della Fondazione "Opera Santi Medici Cosma e Damiano – Onlus”).
A seguire l’introduzione affidata all’Hospice “mons. Aurelio Marena”, rappresentato dalla direttrice Anna Cannone e dallo psicologo e psicoterapeuta Michele Galgani, e al Comune di Bitonto con l’assessora al Welfare Silvia Altamura che presenterà la relazione “Costruire una comunità che si prende cura. Esperienze e prospettive future”.
“Il processo di trasformazione del lutto” è, invece, il titolo della lettura magistrale che sarà tenuta da Ines Testoni, docente di psicologia sociale all’Università di Padova.
Successivamente i lavori del convegno si articoleranno in due sessioni.
La prima, dedicata a “Lutto e percorsi possibili”, annovera i contributi di Carlotta Ghironi, psicologa dell’associazione Vidas Milano (“Il sostegno al lutto e le sue conseguenze: una possibile strada per ricostruire la società”) e di Miriam Naglieri e Valentina Romano, psicologhe dell’Hospice “mons. Aurelio Marena” (“Il servizio di sostegno psicologico per l'elaborazione del lutto «Non più soli»).
Nella seconda sessione, intitolata “Aspetti clinici e spirituali del lutto”, sono previsti gli interventi di Fabrizio Cramarossa, medico specialista del Dipartimento Salute mentale dell’Asl Bari (“Possibili complicanze psicopatologiche del lutto”) e don Antonio Stizzi, responsabile dell’Ufficio per la Pastorale della Salute dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto (“Pastorale della salute e lutto. Il contributo della spiritualità all'elaborazione del lutto complicato”).
Conclusione del dibattito e chiusura dei lavori saranno affidate a Tommaso Fusaro, direttore sanitario dell’Hospice “mons. Aurelio Marena”.
L’iniziativa “I germogli del lutto” terminerà lunedì 25 marzo 2024 con lo spettacolo “Kampai! O dell’umana finitezza” in programma alle ore 20 al Teatro Traetta.
L’atto teatrale composto e messo in scena da Nunzia Antonino, Annarita De Michele e Rossana Farinati con la regia di Carlo Bruni è stato presentato per la prima volta nel 2023 al festival di drammaturgia Trame Contemporanee.
L’ingresso allo spettacolo è gratuito con invito da ritirare al botteghino del Teatro Traetta (dal martedì al venerdì dalle 17.30 alle 19.30).
In precedenza “I germogli del lutto” ha proposto due incontri formativi rivolti agli operatori dei servizi territoriali e l’incontro “La morte insegna la vita: bambini, domande di senso e death education” con Antonia ,Chiara Scardicchio, docente di sociologia generale e pedagogia all’Università di Bari, autrice del libro “E se la morte fosse un bosco?”, scritto a quattro mani con il figlio Gabriele Ventura e illustrato dall’artista iraniana Hanieh Ghashghaei.
“Dopo una perdita – spiega l’assessora al Welfare Silvia Altamura – si può sentire il bisogno di essere ascoltati in uno spazio dedicato e questo può diventare un momento di elaborazione prezioso se si può contare su un sostegno qualificato in grado di accompagnarci alla trasformazione del nostro dolore. Se la perdita è inevitabile, infatti, non lo è il trauma. Questo progetto rappresenta un importante supporto per la salute delle persone che vivono un particolare momento di fragilità, prendendosi cura delle loro emozioni e dei loro sentimenti”.
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Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2024, 21:42